°< La linea della complessità: "Architettura PostDecostruttivista Volume 1"

Le attentissime folle oceaniche che seguono questo blog, ed in generale il mio lavoro e quello di Deleyva Editore, conoscono più o meno le linee di ricerca che si sono sviluppate in determinati contesti legati alla condizione contemporanea. Una condizione che ha aperto una serie di interrogativi legato alle mire di un’architettura che sembra sempre più schiava di meccaniche legate più a dogmi accademici (vecchi e nuovi), al marketing o ad astruse normative edilizie.
Inoltre, un regime comunicativo sempre più pervasivo e capillare ed una fiumana di pubblicazioni redatte per soddisfare dei parametri accademici attenti più agli ISBN che a fattori di qualità misurabili altrimenti, rende difficile, anche per lo studioso più attento, riuscire ad orientarsi sulla/e direzione/i che l’architettura contemporanea sta prendendo.
In questo contesto di indistinzione, diventa indispensabile tentare di fare ordine, di filtrare le acque, di renderle meno torbide.

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Il libro di Mario Coppola tenta di dare un contributo a questo scopo.
Questo testo parte da un presupposto: il decostruttivismo non è stato che un movimento di rottura capace di aprire ad un paesaggio che, di fatto, ha rappresentato il suo superamento. La domanda con cui apre la quarta di copertina, non è casuale:

Che direzione ha preso l’architettura negli ultimi vent’anni? Cosa c’è dietro le strutture biomorfe che si diffondono in ogni angolo del mondo?

In sostanza, dopo che l’architettura si è liberato dei pesanti fardelli del razionalismo e dello storicismo, dove si sta andando?

Mario Coppola utilizza l’analisi del percorso di Zaha Hadid come stratagemma critico per mettere a fuoco una fase di passaggio tra le più particolari della storiografia recente. Hadid, infatti, ha vissuto in prima persona l’evoluzione di un linguaggio che ha sfruttato, e subìto, la parallela evoluzione del disegno dell’architettura. Prima, negli anni ’80, quando il disegno era l’araldo di una potente contestazione contestazione all’architettura modernista, ormai ingranaggio utile alla propria mera sopravvivenza, e poi, più di recente, con la progressiva introduzione della modellazione tridimensionale, nuovo campo di sperimentazione. Le parole che in queste poche righe di presentazione possono forse sembrare una promozione del digitale, in realtà vogliono accennare a quello che è stato davvero un passaggio chiave, poco e mal raccontato se non attraverso complicatissime giustificazioni teocritiche.

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D’altronde, se questo passaggio è stato sempre percepito anche nella pratica professionale diffusa, sembra quasi esserci uno strano pudore attorno al tema, ricco di luoghi comuni, accettazioni entusiastiche e frettolosi scherni.
Ecco, è qui che il libro di Coppola riesce a dare il meglio: scavando, analizzando, cercando di fare chiarezza. In un certo senso, questo testo si inserisce nella linea editoriale in diretta continuità con L’architettura del Continuo, dato che i temi del molte volte sono ripresi i temi della complessità, del continuo e del rapporto tra artificiale e naturale. Ma è proprio nell’interpretazione dei temi che i due testi divergono: se per Spuybroek, questi temi sono da riferirsi al rapporto tra corpo umano e spazio (architettonico o no che sia), che di volta in volta possono far scattare relazioni di continuità o meno, per Coppola è la nozione di paradigma culturale ad essere il centro di relazioni e rapporti. Dal punto di vista teoretico, questa distinzione è fondamentale: il susseguirsi di paradigmi culturali, il loro scontro e le frizioni che si generano nel contatto reciproco, diventa il filtro con cui vengono lette le varie fasi dell’evoluzione linguistica narrata.

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Sono molto felice di aver portato a termine questo progetto, insieme a quello che nel tempo è diventato un grande amico: è stato un percorso complesso, non privo di screzi, ma sono proprio i dissensi che ci permettono una crescita reciproca!
È stato un piacere portare questo (primo) progetto a termine insieme, Mario!

Il libro attualmente è ancora in crowdfunding, e come al solito, procederemo a distribuirlo non appena le copie che mettiamo a disposizione per questa prima fase saranno esaurite! Per cui, come al solito, non posso che augurarvi: buona lettura!

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