°< PEJA PRODUCING: I limiti della conservazione @ Art a part of Cult(ure)

Edipo e la Sfinge - Gustave Moreau, 1864

 

Negli scorsi anni, mi è capitato in più di un’occasione di riuscire a parlare del tema delle rovine e della loro inconcettuabilità materica nel nostro secolo. Abbiamo rinunciato ad una tipologia di manufatto, e questa tipologia è, appunto, la rovina. Essa è stata sostituita da un altro tipo di ogetto, difficilmente afferrabile ed evanescente, ma che caratterizza la nostra epoca: l’immagine. I motivi di questa de-reificazione sono molteplici: una volontà politica tesa alla cancellazione della memoria non affine al proprio indirizzo, la spinta sempre più pressante all’utilizzo produttivo dei suoli, la stessa natura del nostro tempo, che non alimenta con facilità delle banali velleità culturali, o anche l’inutile, lo sputo di inchiostro che genera poesia. Ma un elemento che mi è sempre sfuggito, paradossalmente, è proprio ciò che rende per definizione impossibile la creazione di rovine, ossia la conservazione. L’intera categoria della conservazione, l’istituzione della sua nozione e la creazione dell’apparato che ne supporta l’imperare sul globo terracqueo, l’attività di migliaia di operatori che coscientemente lavorano industriosamente alla cancellazione delle tracce del passato, concorre alla dissoluzione nel vissuto della rovina. Come? Semplicemente, trasformando una potenziale rovina in un’opera di arredamento urbano, che sia maestosa come un’antica cinta difensiva o esuberante come una fontana barocca. Ciò che importa è l’immaginificazione dell’oggetto architettonico scelto. Questa de-reificazione ha molto a che vedere con la necrofilia e il complesso edipico, tipiche sindromi di cui la società democratica nel suo complesso è vittima. L’atto sessuale viene perpetuato con una salma, la quale, impossibilitata a reagire, è costretta a subire due volte: prima mummificata, e poi posseduta. Un abuso che ha nell’UNESCO il suo maggior complice, ponendo la sua cupola su ogni manufatto o paesaggio considerato degno secondo i canoni scelti.

Questo è il plot narrativo da cui nasce il mio ultimo articolo per Art a Part of Cult(ure)!  Potete trovarlo a questo link. Come al solito, buona lettura!

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