.:: Totally Lost – Parte 1°

NOTA: Questo post è stato diviso in più parti per motivi di lunghezza.

A questo link è possibile leggere la prima parte.

 

homepage

Circa dieci giorni fa, presso l’Ex Deposito ATR di Forlì, una meravigliosa struttura realizzata durante il fascismo e ora senza una funzione chiara, si è svolto l’evento TOTALLY LOST, organizzato dai ragazzi di Spazi Indecisi. L’evento, organizzato in collaborazione di ATRIUM, nasce da un’idea semplice ma non di meno affascinante: indagare il significato di quei luoghi che, realizzati da regimi di ogni sorta, sono stati nel tempo abbandonati, ultimi bastioni ancora eretti di un castello ormai sbriciolato. Ho accettato subito di partecipare all’evento; quello delle rovine è uno dei miei interessi principali, e sono ossessionato dal perché la modernità, per quanto si sforzi di dare luogo alle più inutili e disparate distruzioni, sembra essere incapace di creare rovine.
Ma cos’è una rovina? Una delle definizioni più affascinanti è senz’altro quella di Franco Purini, che descrive la rovina come un’architettura che ha rinunciato a firmitas ed utilitas, per concedersi al regno della pura venustas. Non è difficile capire perché un autore che legge una tale poetica nella rovina non riesca a concepire l’intromissione della violenza e del dolore nell’architettura. In Percorsi dell’Architettura, Purini insisterà su quanto l’architettura sia «un’arte positiva, nel senso che essa non può mettere in scena il dolore, il disagio, la delusione, il rimpianto, il tragico, il nulla». Per quanto le trovi affascinanti, non riesco ad essere persuaso dalle parole di Purini: troppe eccezioni intaccano quella che sembra essere un bel corollario alla propria carriera di teorico. È la vita stessa a chiedere di esprimere il dolore, il disagio, la delusione, il rimpianto, il tragico, il nulla, e un’architettura che vuole essere espressione delle pulsioni e dei desideri degli uomini, non può non sporcarsi le mani.

1

Lebbeus Woods è stato uno degli autori che con maggiore decisione ha dedicato la propria carriera all’emersione del dolore, del disagio, della delusione, del rimpianto, del tragico, del nulla. E questo fin dagli esordi, quando pubblicò il suo primo lavoro teorico, Einstein Tomb. Ma è con Guerra e Architettura che Woods affronta di petto la questione, arrivando addirittura a sovrapporre i due soggetti che intitolano il libro.

Architettura e guerra non sono incompatibili.
Architettura è guerra. Guerra è architettura.

Sono in guerra con il mio tempo, con la storia, con tutte le autorità che risiedono nella fissità delle forme
Sono uno dei milioni di individui che non ci stanno, che non hanno casa, senza famiglia, senza fede, nessun luogo sicuro da poter considerare mio, non conosco l’inizio o la fine, nessun “sacro luogo primordiale”

Dichiaro guerra a tutte le icone ed a tutti i fini, dichiaro guerra a tutte le storie che mi incatenano alle mie stesse menzogne, alle mie pietose paure.

Conosco solo momenti, e vite che sono come momenti, e forme che sembrano avere una forza infinita, fino a quando “si fondono con l’aria”

Sono un architetto, un costruttore di mondi, un sensuale adoratore della carne, la melodia, una figura che si staglia contro il cielo oscuro.

Non conosco il tuo nome. Ne tu il mio.

Domani, inizieremo insieme la costruzione di una città.

5 - paris 1858

Le radici stesse della modernità in architettura affondano nella guerra. Intorno alla metà del XIX secolo, la balistica diventa la disciplina essenziale da conoscere al fine di costruire una buona città. Sarà la balistica infatti l’altare su cui il culto dell’asse verrà celebrato. Un’altare che vorrà un sacrificio altissimo: la demolizione della quasi totalità della Parigi medievale. Tale sacrificio verrà celebrato dal prefetto della Senna, Georges Eugène Haussmann, che con il totale beneplacito di Napoleone III avvierà quelli che verranno boriosamente ricordati come Grands Travaux. L’obiettivo di Haussmann e Napoleone III erano chiari: scongiurare ogni possibilità di rivolta interna alla città sottraendo ai possibili guerriglieri ogni possibile rifugio.

8 - Plan Voisin 1922 - 1940

La comunanza tra regime marziale e città sarà un elemento che resterà a lungo nel DNA dei francesi, e non è un caso che Le Corbusier, nella sua proposta per il Plan Voisin, utilizzerà una strategia simile a quella del Barone Haussmann: dopo aver demolito gran parte del centro storico, non resta che erigere, ordinati e fieri come un plotone, quasi pronti ad attraversare la Senna per invadere l’Île de la Cité.

9 - Oradour-sur-Glane 1944

Con la fine del conflitto mondiale, il sentire nei confronti della memoria urbana cambierà drasticamente. Gli uomini avevano visto bruciare sotto i loro occhi i luoghi che hanno formato comunità ed individui, e la perdita di quei brandelli scuciti di tessuto urbano, logori stracci che pendono dalle vie di quello che un tempo era una città, sarebbe stata  impossibile da sopportare. Vennero prese decisioni radicali. Decisioni che segneranno con la loro impronta le città protagoniste degli avvenimenti che si sarebbero così dovuti ricordare, congelando stucchevoli panorami rovinistici nei centri urbani, ma che a volte hanno portato a soluzioni di una delicatezza che sfocia nella commozione. Tra questi, la vicenda Oradour-sur-Glane è forte la più toccante.

Advertisements

3 pensieri su “.:: Totally Lost – Parte 1°

  1. Tuttavia come unità etnica e culturale, la mia Regione nasceva nell’Età del Ferro, intorno al 1200 a.C., con l’insediamento dei Piceni che fondarono le loro colonie, non solo nella mia città, ma anche a Novilaria, Belmonte Piceno, Ascoli Piceno.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...