>°< PEJA Producing: Il problema della Bigness, in Art a part of Cult(ure)_

«Superata una certa scala, l’architettura assume le peculiarità della Bigness». È con questa affermazione che Rem Koolhaas introduce alla nozione di Bigness, primo dei tre concetti chiave che strutturano l’impalcatura Junkspace, la raccolta di tre saggi curata da Gabriele Mastrigli per Quodlibet. Tre saggi che mantengono inalterato, nel loro sviluppo, quel carattere quasi draconiano con il quale l’architetto olandese ama esprimere le proprie posizioni.

La raccolta dei tre saggi di Rem Koolhaas è stata probabilmente uno dei libri più influenti della letteratura critica in lingua italiana degli ultimi dieci anni, e l’operazione della Quotlibet è senz’altro degna di attenzione. Un testo che per diffusione che ha assunto, è impossibile non leggere, qualunque sia la posizione sul tema. Farlo, equivarrebbe a fraintendere perennemente il senso del testo di Rem Koolhaas. È forse questo che mi ha spinto ad elaborare una serie di tre brevi testi tesi ad indagare le altrettanti nozioni tracciate dall’autore olandese, Bigness, Città Generica e Junkspace, oltre all’invito da parte del prof. Alberto Cuomo ad elaborare un saggio per la rivista da lui diretta, BLOOM.

Su art a part of cult(ure), tramite questo link sarà possibile trovare il primo dei tre testi dedicato alla nozione di Bigness. Buona lettura!

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4 pensieri su “>°< PEJA Producing: Il problema della Bigness, in Art a part of Cult(ure)_

  1. F. Nitsche si dice abbia elaborato la teoria del “superuomo” durante il suo viaggio in Italia passando da palazzo pitti a Firenze e dalla mole antonelliana a Torino. L’architettura fuori scala umana!

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    1. Eheh, è vero! Però lì torniamo alla “grandiosità”, alla magnificenza, che sopravanza la grandezza. La dimensione è un’aspetto secodario e comunque evocato dalla stessa struttura architettonica! È il sublime che domina il sentire Nietszchiano, più che l’estetica modernista! :-)

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    1. Decisamente sì Valerio: il vero problema è che il passaggio dalla “pratica” alla teoria, genera un modello di autoassolvimento dai peccati compiuti, e quindi così incita all’imitazione. Quanti architetti hai sentito parlare di Bigness in termini entusiastici? Miriade. Il ché mi fa pensare al fatto che probabilmente la diffusione di spazi estranei alla vita urbana sia una strategia di speculazione territoriale coperta dalla falsa promessa di una teoria architettonica che assolve dai peccati gli stessi architetti…
      Un abbraccio caro Valerio!

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