>°< PEJA Producing: DIVENIRE IV _

2 pensieri su “>°< PEJA Producing: DIVENIRE IV _

  1. Emma,
    avevo già apprezzato il tuo appunto di ricerca, qualche post addietro.

    Molto stimolante la tua ricerca – l’arte italiana precisamente con Michelangelo Pistoletto – aveva cominciato a riflettere su questi temi.
    L’arte povera aveva posto la classicità (ovvero la cultura occidentale) di fronte un cumulo di macerie (ovvero la pura venustas).

    Mi piace la tua ricerca, un po’ meno (forse perché forzata) il traghettamento delle istanze situazionistiche in quelle transumanistiche.
    Huizinga propone scarti semantici, attraverso la mossa del cavallo che sembra andare dritto, ma vira improvvisamente: dell’etica, dell’estetica, del potere come struttura ‘rigida’ senza attribuire un significato univoco alle trame del ‘gioco’.
    Non a caso il libro finisce con il ‘Sommo Bene’ che avverte che il gioco è finito, negando la sua teoria.
    Huizinga invita l’homo ludens a giocare, nella vita reale, una partita senza l’aiuto di una ‘teoria’.
    Un semplice appunto, aspetto con curiosità i tuoi sviluppi.
    Un caro saluto,
    Salvatore D’Agostino

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    1. Caro Salvatore,
      dapprima, grazie per l’apprezzamento. Sostengo che possa essere una chiave di volta per la lettura di una certa architettura italiana che possa eludere il semplice “tradizionalismo”. La nozione di rovina, così come quella di paesaggio ad essa connessa (nel saggio è accennata questa connessione), possono essere uno strumento critico importante. Per tornare alla connessione situazionismo-transumanismo, io credo che invece la connessione sia forte, e non poco: prima di tutto per la ricerca attraverso la tecnica, almeno nel primo situazionismo, di un affrancamento dell’umanità tutta dalla schiavitù della contingenza. Spesso viene ripetuto che in un epoca che può garantire il sostentamento, evitare l’evoluzione autoimposta è un suicidio di specie: degno del più cieco transumanista! Anche Huizinga, forse anche più direttamente, parla negli stessi termini: l’homo ludens non è pensabile senza un salto di specie, senza un ulteriore passo di ominazione dell’umana specie!
      A presto, ciao!

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