.** Il ruolo della critica_

Il ruolo della critica in architettura non sembra essere definito con la nettezza di cui si necessita. Effettivamente in pochi saprebbero ad oggi rispondere alla domanda fondamentale in questione: “A cosa serve la critica architettonica? Quale è il ruolo del critico in architettura?”. La risposta che in arte potrebbe avere una o più seppur difficili risposte,  in architettura non riesce ad aprire alcun dibattito. Con Silvio Carta si è iniziato a portare avanti un ancor minuto tentativo di dialogo. Ma da qualche parte occorre pure cominciare…

Emmanuele Pilia:
Bellissima l’intervista che mi hai inviato
Silvio Carta:
Conoscevi lui? Io no, ma in molti si
Emmanuele Pilia:
No, l’ho solo sentito nominare. Però mi sento profondamente d’accordo con le sue dichiarazioni, e credo che a noi critici o presunti tali dovrebbe dare lo spunto per “rimettersi in riga”
Silvio Carta:
Noi sappiamo già come stanno le cose, è la maggior parte della gente che non la pensa così… A proposito, conosci il libro “Il tradimento dei ciritici“?
Emmanuele Pilia:
No, di chi è?
Silvio Carta:
Di Carla Benedetti…  A parte le sue critiche letterarie che sono mediocri, nell’introduzione affronta un tema che ha una valenza assoluta:  i critici hanno la responsabilità di sfatare i falsi miti che vengono costruiti dai poteri forti (politici, commerciali etc.) e falsi intellettuali… Ne fa quasi una responsabilità civile!
Emmanuele Pilia:
Diamine, ho letto l’incipit… Devo acquistarlo!
Silvio Carta:
I primi capitoli meritano, il resto e’ noioso. Lei poi scrive in un modo che a tratti mi pare ingenuo ed a tratti molto illuminato…
Emmanuele Pilia:
Comunque a parte tutto, io ne ho fatto un credo: i critici hanno una responsabilità civile. Pensa agli ultimi anni, quante apologie sono state fatte? Quante recensioni a progetti mediocri hanno determinato il successo di incapaci, oppure truffaldini, o semplici manieristi? Se la critica funzionasse, ci sarebbe un impegno plebiscitario per affondare l’ultima Hadid, ad esempio. La critica ha una funzione assimilabile a quella del giornalismo in politica. Sono altri campi, certo, però una critica poco illuminata di riflesso genera un laissez-faire poco produttivo, anzi dannoso. Comunque, se te lo stessi chiedendo: sì, sopravvaluto il ruolo del critico…
Silvio Carta:
No no, sono pienamente d’accordo con te. Il critico esiste in ogni campo culturale. Guarda l’intervista che ti ho mandato, beh… c’è bisogno di gente che studi ed interpreti…
Emmanuele Pilia:
Esatto! Il fatto è che proprio la straproduzione pseudocritica (perché quello della maggior parte delle riviste online e cartacee che sia, non è altro che straparlare) rende impossibile orientarsi per chi non ha gli strumenti
Silvio Carta:
Mi è capitato di leggere delle riviste italiane ultimamente. Bene, alcune di queste hanno dei contenuti semplicemente imbarazzanti. Quando iniziano con “una volta dentro l’edificio si ha l’impressione di essere dentro una grande caverna e sentire il rumore del mare fuori”: l’impressione ce l’avrà il cerebroleso che scrive. Cosa dovrebbe interessare agli altri delle impressioni emotive, se queste vengono tracciate con tanta banalità? Ma parlando d’altro, conosci Ugo Rosa, vero?
Emmanuele Pilia:
Bhé, certo. Ho letto sue diversi saggi
Silvio Carta: Leggi il suo “Fiori di Zucca”?
Emmanuele Pilia:
A tratti, ma veramente poco…
Silvio Carta:
Ho letto gli ultimi 2 interventi: quello sull’arredatore di interni che va in tv e quello contro Marinetti e D’Annunzio: geniali… Se hai voglia di ridere…
Emmanuele Pilia:
Sono andato subito!
Silvio Carta:
Poi guarda questohttp://fioridizucca.blog.kataweb.it/2010/02/10/bestiario-32/ , e poi ce n’è anche uno su Alberoni, se hai voglia di ridere ancora…
Emmanuele Pilia:
Eheh, me lo sono messo nei segna libri: mi piacciono questi articoli ironici
Silvio Carta:
Poi si scaglia senza pietà… e con estrema lucidità
Emmanuele Pilia:
Eh sì! Ma così diventa anche chiaro per chi ne sa poco… Cioè può essere letto anche da non-addetti!
Silvio Carta:
Ad ogni modo, per tornare all’inizio di questa conversazione, Ugo Rosa cerca di mostrarci una cosa in cui noi crediamo, ossia che, contrariamente a quanto pensano in molti, la cultura, e con lei il critico che ne dovrebbe rappresentare un controllore, ci servirà come non mai negli anni a venire.  Sapere aude!
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5 pensieri su “.** Il ruolo della critica_

  1. Si in effetti la critica avrebbe bisogno di una maggiore consapevolezza e minore voglia di apparire. Spesso nella critica storiografica si é voluto a tutti i costi ricercare gli indizi al fine di sostenere le proprie affermazioni al posto di autosmentirle; Questo ha prodotto delle “montagne” di falsi storici diventati ormai leggende metropolitane.

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    1. Caro Valerio,
      quanto sono d’accordo con te in questo momento! In effetti c’è da una parte la necessità dell’editore di non vedere superato il proprio testo (che deve pur sempre vendere) dall’altro il critico che deve vendere se stesso! Di certo, se il critico dice cose inesatte e si fa concupiscere dalla propria immagine, smette di esser tale per diventare mero operatore culturale. Il ché equivale ad essere completamente inutile, essendo un mercato saturo…
      Un saluto caro! A presto!

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