>°< Luca Nicotera: Frammenti da ricomporre_

Una nuova architettura romana, al momento, non esiste. Esistono tanti nuovi architetti romani. Mi trovo sinceramente d’accordo con questa affermazione di Luca Nicotera, usate per introdurre il suo articolo Frammenti da ricomporre, pubblicato nel numero 251 de L’Arca. Effettivamente, non esiste una scuola romana di architettura, e difficilmente si può ricollegare una romanità agli architetti, per così dire, tradizionalisti, operanti nella capitale, capaci di trasmettere un’eredità. Le tre facoltà di architettura di Roma non possono accollarsi questo compito, essendo alle prese con problemi finanziari e gestionali, di cui l’ultimo decreto Gelmini non è nient’altro che uno degli infiniti capitoli. Nello stesso articolo infatti, viene rilevata una forte disomogeneità degli studi di architettura emergenti che si sono formati a Roma, città dove lentamente stanno trovando modo di radicarsi: oltre agli studi 2a+p, Ian+, Nemesi, che ormai hanno da tempo superato la fase emergente avendo da tempo un’immagine affermata, si affacciano stori come Noos, Console/Oliva ed altri. Sicuramente vi è una più radicata scuola critica nella capitale, per quanto non si possa parlare di critica forte, come lo potrebbe intendere Atsushi Okada. A ben guardare, Roma nella sua eterogeneità, nella sua assenza di trait d’union, presenta però dei fili rossi comuni, per lo meno nella ricerca pura. Come negli anni ’80 del resto, a breve la crisi economica farà sentire i suoi flagelli nel mondo dell’edilizia, ed è probabile che si ritorni ad una architettura di carta, come già qualche stagione passata. Questo potrebbe forse riannodare i fili del discorso in un discorso più compatto, dove le domande poste abbiano delle risposte coerenti? Difficile dirlo ora, e comunque difficile dire se sia auspicabile o meno. Non posso non ringraziare Luca Nicotera per avermi citato, in questo quadro, affianco a critici del livello di Giorgio Muratore e Luigi Prestinenza Puglisi, per la critica che cerco di portare avanti attraverso questo blog, per quanto le mie riflessioni spesso esulino il contesto romano. Ma per l’appunto, tale contesto, è formato da una serie di contributi impossibili da riunire in una lettura, da frammenti da ricomporre.

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5 pensieri su “>°< Luca Nicotera: Frammenti da ricomporre_

  1. “Le tre facoltà di architettura di Roma non possono accollarsi questo compito, essendo alle prese con problemi finanziari e gestionali”

    embè… già inventarsi tre facoltà non è certo un bel modo per risolvere i problemi dell’università. per caso sono una di sinistra, una di centro e una di destra?

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  2. Emma,
    non ho letto l’articolo ma mi fa riflettere la triade dei critici romani:
    Giorgio Muratore bistrattato dalla critica ufficiale è amato dalla critica mainstream (vedi blog);
    Luigi Prestinenza Puglisi inventore della prima ‘fanzine’ di architettura attraverso mail e totalmente dimenticato dalle riviste colte (solo qualche comparsata non autorevole);
    tu totalmente disinteressato alla critica ‘romana’ è autore del primo blog dedicato ai temi ‘trans’.
    Riflettevo sulla fruizione dell’architettura attraverso il Web.
    Semplice nota.
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

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    1. Caro Salvatore,
      scusami, lo so che ho promesso di scannerizzarlo, ma queste settimane sono sempre di corsa! Testimone la mia latitanza da questo blog…
      Comunque potresti riceverlo per mail entro poco… Chissà…
      Tornando a noi, effettivamente è interessante l’accostamento tra questi tre personaggi (dei quali uno sono io, che sono non solo il più “piccolo”, in termini di importanza, ma anche il meno “dotato”): effettivamente Roma non è più il centro del mondo, ma sta cogliendo l’occasione per sfruttare il fatto che sta per diventare il centro della periferia culturale europea: una vasta landa di tematiche interstiziali e di confine che sta suscitando sempre più interesse. Tornando a noi, effettivamente ci sono molti che dicono che ai romani, Roma o si ama o si odia. Io sono troppo critico per amarla, ma non così cinica per odiarla. Diciamo che tengo con orgoglio il mio attestato di cittadino della provincia, della capitale delle provincie…
      A presto caro, un abbraccio

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