.:: Contro Euclide

Dei rapporti che intercorrono tra le scienze e l’architettura, di certo lo strumento capace di intessere trami sempre più articolate è la geometria euclidea. Dalla Classicità al Rinascimento, passando per tutti i vari neoclassicismi ed eclettismi, movimento moderno e post-moderno architettonico, è stata presente l’ombra di questa, dandosi come unico legame capace di tenere in piedi in un ché di organico l’intero sistema storico dell’architettura. Sia abbracciando che reagendo ad essa, si è sempre stati alla ricerca di una armonia geometrica e spaziale sempre più articolata, portando all’estremo la ricerca di una perfezione che vede nell’appiattimento del particolare al totale, e nelle relazioni tra le parti, la più alta creazione. Ma con l’avvento di quel che Philip Jhonson aggettivò come decostruttivismo architettonico (ammiccando così un pò al filosofo (giustamente) più ricercato del momento, Jacques Derrida, ed un pò alla corrente russa da cui sembrava derivare molto del fenomeno, il costruttivismo) Euclide diventa l’oggetto di una profonda critica, per cui la liberazione dell’architettura da ogni totalitarismo della forma potesse avvenire soltanto l’emancipazione dalla geometria. Nasce così una sperimentazione sempre più disinvolta verso tentativi sempre più estremi di ribaltare qualsivoglia gerarchia spaziale, portando la geometria oltre i limiti immaginati duemilacinquecento anni fa dallo stesso Euclide. Questa ricerca, che si è rivelata feconda oltre ogni modo, accomunante sotto una unica ala un movimento che si manifestava secondo le più disparate forme, non ha prodotto però l’emancipazione che si sperava. Un disinibito approccio alla tecnologia ed alla forma, uno scandagliare nel quotidiano e nel brutto, un virtuosismo spudorato, mai raggiunto prima. Ironicamente però, come il poeta romantico descritto da Fichte nella Dottrina della Scienza, il quale si vedeva centro di un turbinoso superare di limiti che esso stesso aveva posto, l’architetto decostruttivista pare intrappolato sempre più nelle griglie metriche imposte dalla convenzione, ed ogni tentativo di superare il limite posto, si risolve in un allargamento del dominio euclideo, portando così ad una disperata ricerca che non può che concludersi nello stesso dramma in cui sono destinati i romantici, nonostante ogni nuovo traguardo mostra, ipocritamente, come l’obiettivo sembra raggiunto.

Emblema di questo dramma è senza di dubbio Peter Eisenman, il quale si è visto travolto dall’ossessiva ricerca del superamento del proprio limite, scandagliando quasi fosse un sonar nella ricerca di ogni minima falla del sistema, portando però ad una gloriosa vittoria il proprio avversario, portando a limiti mai raggiunti le possibilità del modello. Ma proprio in questo consiste la grandiosità della ricerca di Eisenman, iniziata con le griglie trasfigurate della serie House, e di cui la biblioteca per la Piazza delle Nazioni a Ginevra ne è l’esempio più estremo. Ma se l’approccio di Eisenman può apparire come una felice accettazione di una ricerca impossobile, è straordinario osservare come un’intera generazione di architetti, che non si era presa tra i loro impegni quello di disgregare il modello geometrico dominante, è riuscita a porre una alternativa talmente valida che addirittura Zaha Hadid dovrà riconoscerne il merito, proseguendo per la stessa strada. Questo approccio deriva infatti dall’utilizzo della geometria NURBS, sistema di gestione di geometrie topologiche esteso anche ai professionisti grazie allo sviluppo del software Rhinoceros, che ha reso possibile lo schiudersi alla comunità architettonica di una quantità di possibilità quasi paralizzante per la sua dimensione. Così, ciò che non potè essere fatto tramite anche le più avanzate tecniche di modellazione tridimensionale e morphing vari, perchè comunque derivanti da modelli sottostanti alle regole cartesiane, la topologia porta una nuova consapevolezza dietro di se: quello della possibilità di una continuità di forma che solo l’architettura gotica era riuscita a creare. L’estetica post-Kantiana, del quale il particolare deve poter essere ricondotto all’universale, perde la presa su una creazione di oggetti che fa di se stesso particolare ed universale, la cui superficie è essa stessa oggetto e piano di riferimento, il quale segue e descrive ogni curvatura della stessa, descrivendone le interruzioni, unica possibilità di individuare le relazioni con gli oggetti separati da se. Di questa strada, maestro tra i tanti è certamente Greg Lynn, autore dell’oggetto di design blobwall, separatore per ambienti che gioca appunto con questa proprietà della geometria topologica di descrivere se stessa in ogni piega. Da questo, pare curioso il destino dell’architettura, che vede le proprie rivoluzioni in oggetti così effimeri, e nelle sue opere monumentali l’eterno ritorno del proprio canto del cigno.

Advertisements

8 pensieri su “.:: Contro Euclide

  1. Bhè, interessanti come considerazioni. In effetti anche io credo che cercare di superare lo spazio euclideo sia una stupidaggine. Però chissà, magari fuori si scoprirà qualcosa…
    Ma che cosa è l’ultima immagine?

    Mi piace

  2. Ciao Mau,
    per quanto riguarda l’ultima immagine è un muro fatto di mattoni non propriamente parallelepipedi,
    sono dei componenti con una forma particolare che permette inclinandoli in varie direzioni la creazione di un muro non lineare.

    io penso che per ora queste ricerche sono piu che altro teoriche, e che in futuro tante piccole scoperte possano portare a dei cambi sostanziali nel modo di fare architettura, non solo dal punto di vista formale.

    La possibilità di creare geometrie complesse( prima quasi impossibile se non impossibile), la capacità di calcolo dei pc e la creazione di sempre piu nouvi programmi per l’architettura e l’ingegnieria, specialistici e non, a l’interrelazione tra essi, portera la ricerca a spingersi sempre più in questa direzione e che dalla pura ricerca formale, si passera ad una formale- strutturale-ambientale-funzionale in modo unitario-interrelazionato, studiando come i cambi di un aspetto influiscono sugli altri in modo da ricercare una soluzione ottimizata.

    Mi piace

  3. @ Mau:
    Bhè, non credo che sia una sciocchezza il tentativo di superamento della geometria euclidea sia una cosa del tutto inutile. D’altronde, il tentativo di superamento di questi modelli, anche se in gran parte non riuscito, ha portato una profonda innovazione in molti campi dell’architettura, traendo con se una forte innovazione tecnologica che si rendeva via via necessaria.
    Poi del resto, qualcuno è riuscito a portarsi avanti, e fare le prime incursioni in campi non euclidei, come appunto i topologici.
    L’ultima immagine, ha ragione Antonio, è una sorta di muro, che però è stato realizzato e commercializzato già come separatore di ambienti, del quale ogni singola pallina non è separato dal resto, ma appare tutto come un unica superfice (è continuamente piegata)…
    A presto! :)

    Mi piace

  4. @ Antonio:
    Bhè, come già detto è sì un muro, ma fatto di un unico pezzo piegato su sè stesso! :)
    Ad ogni modo, è vero queste ricerchè sono più che altro teoriche, ma ciò non vuol dire che non abbiamo trovato riscontri nel costruito…
    Per esempio la prototipazione numerica di elementi complessi, o l’elaborazione di alcune metodologie euristiche. Credo che questa era sia altamente fondativa, dove l’aspetto che tu sottolinei, quello realazionale, avrà (ha?) certamente un ruolo fondamentale… :)
    Grazie per passare spesso di quà, a presto!

    Mi piace

  5. La transarchitettura è transuente cioé “attraverso” X (euristico) —-〉”si ottiene altro, si va al di là”. Non credo che la sua specificità sia quella di abbattere dei muri, non vuole diventare avanguardia e tantomeno nuovo linguaggio.
    “Attraverso” in questo caso è inteso nei due sensi:
    1) attraversare: andare da A in B e oltre;
    2) attraverso: l’utilizzo di molteplici sistemi (elaborazione euristica).
    Tentando, in questo modo, d’indagare la complessità e la sofisticazione che sono alla base della nostra epoca.
    Le NURBS (curiosa la sua storia vedi: http://it.wikipedia.org/wiki/NURBS ), che non sono uso esclusivo del software Rhinoceros, come la geometria euclidea possono essere attraversate con nuovo vigore dalla transarchitettura.
    La transarchitettura non esclude.

    Mi piace

  6. Caro Salvatore,
    Bhè, dipende da come consideri la transarchitettura: se come disciplina autonoma o come branca. Se la consideriamo come disciplina, essa è di per se avanguardia, perchè è un ambito ben delineato con una propria coerenza, degli strumenti, una sua storia, eccettera. Poi c’è chi si pone all’avanguardia della transarchitettura, chi si pone in retroguardia. Insomma il discorso è complicato! :)
    Per quanto riguarda Rhinoceros, è vero, non è una esclusiva sua quelle delle NURBS, ma è l’unico modellatore con cui si possano utilizzare in modo rigoroso e matematico attraverso le funzioni proprie della geometria topologica. Un pò come la differenza tra una calcolatrice che fa solo le divisioni ma perfettamente, ed un’altra che fa tutte e 4 le operazioni, ma con grosse approssimazioni! :)
    A presto.

    Mi piace

  7. Personalmente:
    se esistesse soltanto Rhinoceros sarebbero evitate tante porcherie in glassa quadrettata in Autocad Style Solo Questo Si Può Pensare.
    (ci hanno provato a farmelo usare ma al di là dei retini non so che farmene).

    Cmq…
    belle riflessioni.
    Specialmente quando il problema della forma va al di là dell’estetica.

    Mi piace

  8. @ Valin:
    Bhè, se esistesse solo rhinoceros probabilmente rhinoceros sarebbe utilizzato in modo molto canonico e noioso :). C’è una figura ritorante nella storia dell’architettura: le grandi innovazioni tipologiche/formali arrivano quando si sente il bisogno di nuove tipologie edilizie. Così quando Apollodoro chiamato a realizzare i mercati traianei poteva affrontare il tema libero da influenze, come fece del resto pure con il Pantheon, ma il Pantheon è pur sempre un tempio e le innovazioni li sono tecnologiche e non compositive, oggi possiamo fare altrettanto sperimentando ambiti che non si sono canonizzati. Entro breve vedremo un fissarsi di regole che creeranno della maniera, fino ad un nuovo bisogno di sperimentare e così via. ;)

    PS: Grazie per i complimenti, veramente! :)

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...