Brucia Londra!

Londra futura

Mentre le città del medio oriente aperto si preparano al loro prossimo futuro petroil-less, a Londra conservatorismi d’eccezione si schierano a difesa del monumentalismo più reazionario. Non si tratta della voce di esperti che propone nuove vie ad altri tecnici, ma di una delle più importanti facce da copertine d’Inghilterra. E’ infatti recente la notizia (da The Guardian del 31 gennaio) che proprio l’erede al trono di Buckingham Palace, in occasione di un convegno della Fuondation for a Built Environment, organizzazione fondata dallo stesso Carlo, che si pone l’obiettivo di:

[…] improve the quality of people’s lives by teaching and practising timeless and ecological ways of planning, designing and building.

Intervento prevedibile quindi, soprattutto considerando che il principe di Galles era già avezzo alle invettive verso la modernità. Nel 1984 era la volta della National Gallery:

Not just one carbuncle on the face of a much loved old friend, but a positive rash of them that will disfigure precious views and disinherit future generations of Londoners.

La posizione aprioristicamente anti-moderna, come lui stesso si definisce, diventa sclerotizzante quando si va a cercare di giustificare la propria posizione sugli aspetti più squisitamente disciplinari. Ricorda Fuksas, ad un’intervista su La Repubblica, che il principe, non molti anni fa,

partecipò assieme ad alcuni grandi architetti alla progettazione di una città ideale. Il suo modello assomigliava ad una città del ‘700. Mancavano soltanto le carrozze.

Tanto per chiudere con le citazioni.

Ma se questo approccio può apparire risibile e di poca importanza se affrontato da chi con l’architettura ci lavora, questo atteggiamento è sicuramente da guardare con sospetto, dato che proprio per la sua faciloneria populista, ha facilmente il consenso mediatico. Se dunque secondo l’assioma Zeviano, alla gente non può piacere ciò che non conosce, le sperimentazioni architettoniche nelle aree urbane sono attaccate da una carica istituzionale forte, è facile capire come si creino malumori e malintesi attorno alle operazioni immobiliari di grande respiro, le quali, certamente effettuate a scopi spevulativi, si devono far carico del compito di modernizzare parti importanti di città. Invece che sparare sulla folla dei moderni, con fare aprioristico come troppo spesso, e con pochissima cognizione di causa, si fa, sarebbe forse meglio cercar di garantire il miglior risultato possibile istituendo commissioni disinteressate ai processi che monitorino questo tipo di interventi per denunciarne le irregolarità.
Non certo far le veci, discutibili, delle sovraintendenze.

17 pensieri su “Brucia Londra!

  1. Il riformismo è un mito che crolla sotto il peso delle promesse facili, delle chiacchiere vuote. A volte penso sia meglio un sano conservatorismo, sai…

    Ad ogni modo mi sembra che la tua conclusione sia unanuimamente condivisibile, e che non farlo (non promuovere una modernizzazione ragionata e specializzata) significhi promuovere uno stallo che penalizza tutti, comprese le élite che (si) presumono intoccabili.

    Quindi muoviamoci, ma facciamolo noi stessi.

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  2. Intanto grazie per la visita.
    Vorrei linkare all’argomento di questo post la notizia, che ha avuto poca eco, della bocciatura degli abitanti di Firenze alla costruzione della metropolitana leggera (o come la si voglia chiamare, praticamente un tram) che sarebbe dovuta passare per il centro storico. Va bene conservare e tutelare il patrimonio artistico, ma qua si rischia le mummificazione!
    IL dibattito dovrebbe essere aperto e acceso, soprattutto in Italia, tra modificare con coraggio le città e il paesaggio oppure bloccare tutto com’è. Ma il sentimento comune a riguardo è inesistente: a parte qualche professionista della polemica alla Sgarbi, non si sentono voci sull’argomento. Neanche sulle nostre patinate riviste di architettura, che come tu ben dici sono ormai appiattite e senza spunti critici. Si vedono solo progettoni di paesi lontani….

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  3. @ NoMA:
    Bhè, sai che non la penso così per il riformismo quando si parla di architettura. Certo, non tutto ciò che è nuovo, caotico, rumoroso, debba essere per forza degno di approfondimento, ma preferisco trovarmi di fronte ad una sperimentazione inedita piuttosto che il solito sciatto stile rifritto… Dunque, il nuovo non deve essere frutto di una ricerca ad esclusione del già fatto, ma una ragionata volontà sperimentale, come sta facendo il gruppo EmErgEnzE, per esempio, con le sue attività formativo/didattico/artistico/architettonico…
    Ora tocca a noi, come solo noi sappiamo fare!

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  4. Caro e.man…
    Per la visita figurati, si vede che il tuo blog lo ho trovato interessante! Come seconda cosa, devo ringraziarti io per il suggerimento: avevo giusto intenzione di parlare di quell’aneddoto per quanto riguarda la situazione italiana… Poi vedrai! ;)

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  5. Signor Transarchitetto,
    ho risposto alla tua insidiosa domanda sul mio ultimo post… in un modo sufficientemente schematico, o almeno credo.
    Sulle posizioni del Charles, ti dirò, sinceramente mi meraviglio. Non che mi aspettassi chissà quale slancio creativo – quello sì che sarebbe insolito da parte di uno che nel 2008 è destinato a ereditare un trono… – ma dichiararsi contro la modernità in un’epoca in cui la modernità è già passato ha del comico.
    A presto!

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  6. @Maat:
    Era proprio quello che intendevo quando sottolineo la necessità di una impegno serio da parte delle sovraintendenze affinchè i poteri politici (in finale Carletto è una sorte di politico) non intralciasse il lavoro di chi si deve occupare del destino delle città. E’ rognoso avere qualcuno che non ci capisce, e se lo fa, lo fa di riflesso, sugerirti quello che devi fare…

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  7. gli inglesi hanno inventato solo due cose splendide.
    il football e il pop.
    tutto il resto è fumo di londra.

    p.s. due architetti parmigiani sono stati premiati da quell’inguardabile premio di architettura classica di cui mi costringo a dimenticare il nome. comincio ad essere circondato!!!!
    p.p.s. certo che l’architetturagrandifirme potrebbe anche sforzarsi un pò di più nel disegno degli edifici e nello skyline della metropoli…..cmq meglio di archetti e paraste….

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  8. rileggo la mia ultima e devo dire che ovviamente era una risposta spocchiosa, di parte nonchè prende spunto da una vecchia battuta.
    ma come in tutte le esagerazioni qualcosa di vero c’è sempre.
    perdonatemi e sopportatemi.
    sto invecchiando velocemente… non riesco più neanche a leggere il giornale con gli occhiali. mi tocca togliermeli…..un saluto agli archibloggers

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  9. @Paolo:
    Bhè, considera che io invece considero il mio ultimo post molto pacato…
    In realtà in queste cose non ci dovrebbero essere compromessi, l’opinione pubblica sono soldi pubblici, e manovrarla dovrebbe comportare una forte coscienza, non volontà di onnipotenza decisionale. Soprattutto se poco competenti in materia, come nel nostro caso…

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  10. credo che l’avversione al moderno, oltre che radicarsi in un pertinace conservatorimo e a un sentimento di nostalgia particolarmento diffuso in paesi con basso tasso di natalità o in paesi rispettosi, per motivi storici, di un conservatorismo formale che ha permesso però un riformismo reale, sia dovuto ad una serie di associazioni di idee scorrette. Per fare un esempio che riguarda la mia città, posso dire che quasi tutte le abitazioni nuove sono bruttine, ma non moderne nel senso vero della parola, ma considerate tali da quasi tutti, pertanto ciò induce ad una sana e giustificata avversione per il moderno. che però, non è realmente moderno, non offre nulla di nuovo, anzi rispetto al passato riduce addiritura il decoro dell’abitazione.
    Discutevo di recente sul fatto che Milano fosse stata progettata da geometri e non architetti. Io non trovavo fosse questo il punto della questione. Ma forse qualcosa c’entra.
    Ciao! Unaltrasera

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  11. Purtroppo i politici capiscono ben poco di tutto e ancora meno di architettura. Tuttavia questo non è un problema limitato alla sola classe governante, quella che di per sé è responsabile dell’orientamento dello sviluppo futuro delle città e, come è noto, anche dello “stile” architettonico (il risultato dei concorsi è spesso l’esito di un’alleanza politica dichiarata). Il nucleo del problema è l’effettiva mancanza di una cultura di base nella disciplina architettonica da parte dei non addetti. E’ sciocco esprimere un giudizio quando non si sa su cosa basare le proprie considerazioni, come è sciocco anche chiedere questo giudizio ad una persona priva di competenze. La parola quindi sia lasciata ai competenti oppure si permetta di ampliare questa categoria.

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  12. @ Unaltrasera:
    Si, sono anche io convinto che ci sia una fortissima disinformazione per quanto riguarda la modernità. E in questa ingenua, grave, ignoranza è caduto anche Carlo a quanto pare. Che come giustamente sottolinea pure Brunetta, il principe non essendo un addetto ai lavori avrebbe fatto meglio ad astenersi da quel ridicolo parere. Questo porta ad allontanarsi dal vero moderno per avvicinarsi al moderno posticcio di cui parli…

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  13. @ Brunetta
    Hai proprio ragione! Soprattutto quando punti il dito verso la collusione tra interessi politici ed interessi professionali. Ora che mi ci fai riflettere, mi vien da pensare che Carlo abbia interessi diretti in quella sua propagandistica apologia dell’antico: che gli architetti della sua organizzazione non possano trovarne vantaggio economico? Na ma che dico, sarà sicuramente non a fini di lucro…

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  14. tanto per la cronaca, venerdì 7 marzo sarò ultimo fra i relatori a difendere il progetto moderno nella città storica.
    praticamente sono in casa del nemico (sovrintendenza ai beni storico, artistici ed etnoantropologici).

    p.s. useri più volentieri il termine “progetto moderno” e non “moderno” in quanto tale poichè, anche da quel che avete detto, la ricerca dello spazio contemporaneo è ciò che ci/mi interessa e viceversa si rischia di cadere facilmente in una difesa degli stili, che è appunto ciò che cerca il principe e tanto intellettualume italiano.

    p.s. peja, nel mio sito ci sono alcune cosa che abbiamo progettato. vorrei una tua opinione. ciauz.

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  15. Caro Paolo,
    Bhè, tienimi informato! Anzi, riusciresti a registrare il tuo intervento? Mi interesserebbe molto…
    Sto riflettendo al tuo chiarimento su: “progetto moderno”: credo che sia molto pertinente la tua precisazione. Sai, a volte queste sfumature ribaltano le sorti di un dibattito…
    PS: Ho visto i tuoi progetti, e ti debbo confessare che ce ne sono un paio che mi interessano veramente molto! Ma ho visto velocemente, poi ti scriverò in modo più pertinente per email ;)
    A presto!

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  16. Caro Paolo,
    Bhè, tienimi informato! Anzi, riusciresti a registrare il tuo intervento? Mi interesserebbe molto…
    Sto riflettendo al tuo chiarimento su: “progetto moderno”: credo che sia molto pertinente la tua precisazione. Sai, a volte queste sfumature ribaltano le sorti di un dibattito…
    PS: Ho visto i tuoi progetti, e ti debbo confessare che ce ne sono un paio che mi interessano veramente molto! Ma ho visto velocemente, poi ti scriverò in modo più pertinente per email ;)
    A presto!

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