.** Avanguardie Futuro Oscuro_

4 08 2009

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Il 7 Agosto a Roma, nell’appartata villa Celimontana, raggiungibile a piedi dal Colosseo, si terrà la presentazione dell’ultimo testo nato in seno al movimento denominato Connettivismo con la raccolta di racconti brevi intitolata “A.F.O. – Avanguardie Futuro Oscuro”, curata da Sandro “Zoon” Battisti per Edizione Diverse Sintonie. Questo testo ha una interessante peculiarità: presentata come la prima antologia oscura del Connettivismo, come recita la copertina stessa, è in realtà il terzo volume del genere prodotto da autori che hanno abbracciato il movimento in questione. Inoltre la cura editoriale presenta altri elementi che ne definiscono il carattere: ogni racconto è introdotto da strani simboli dal sapore esoterico, che forse cozzano con ciò che la narrativa fantascientifica ha abituato i lettori, e da immagini che facilmente ispirano quel futuro oscuro già ricercato nel titolo. Ma leggendo la biografia dell’autore, non ci si stupisce più di tanto: Sandro Battisti dopotutto è un personaggio eterogeneo e ondivago, autore di romanzi ma anche sceneggiatore di fumetti, direttore di un programma radiofonico (Tersicore, in onda ogni Martedì alle 21.30) per RadioStation, nonché cofondatore e ora direttore della fanzine NeXT. Lo stesso, si è disposto particolarmente disponibile a un incontro durante i preparativi della presentazione.

Pilia Emmanuele:
Dunque Sandro, come dicevo nell’introduzione a quest’intervista, hai chiaramente indicato che quella che stai per presentare è la prima antologia oscura del Connettivismo quasi a voler indicare, non tanto un prendere le distanze dalle prime due, ma il voler offrire una diversa identità al movimento. Bene, quale sarebbe questa identità?

Sandro Battisti:
Questa identità oscura è sempre stata presente all’interno del Movimento, che contiene al suo interno diverse visioni del fantastico. Molte sono visioni fantascientifiche, ovviamente, ma dipartono anche da concetti e sensazioni che a volte prendono pieghe anche esoteriche, e anche se queste non costituiscono l’ossatura primaria del Movimento, è comunque un aspetto che va sempre considerato. Essendo un mio gusto personale, questo dell’oscurità, dell’esoterismo, mi è venuta a un certo punto voglia di vedere che cosa poteva succedere nell’organizzare un’antologia che si occupasse più che d’altro di tali temi, per cui ho provato a coinvolgere gli artisti che si sono sentiti nelle corde questo argomento particolare…

Pilia Emmanuele:
In effetti, nell’introduzione tu affermi di non sapere cosa avevi esattamente in mente quando hai iniziato questa avventura, questo percorso.

Sandro Battisti:
Sì appunto, era una voglia! Già da qualche anno avevo cominciato a pensare questa particolare antologia ma non sapevo spiegare, come ho detto, nemmeno a me stesso cosa avrei voluto realizzare. La scintilla è scattata quando ho iniziato a leggere un racconto di uno degli autori presenti ora nell’antologia; avevo trovato la pietra fondante di tutto il progetto antologico. A quel punto ho cominciato a coinvolgere i vari esponenti del Movimento, oppure altri autori collaterali, non propriamente connettivisti che però ben potevano inserirsi in questo discorso, e così poi sono cominciate ad affluire i racconti; pian piano è venuto fuori questo questo volume.

Pilia Emmanuele:
E qual è il racconto da cui prende matrice il tutto? Hai parlato di un autore in particolare, giusto?

Sandro Battisti:
Sì! Il primo. Il racconto si chiama Thule, di Umberto “Ubi” Bertani. “Ubi” è un autore che conosco da tanti anni e quasi per caso ci siamo ritrovati successivamente nel Connettivismo. Noi ci siamo conosciuti esternamente al Movimento, quando ancora non se ne parlava ma esisteva la semplice voglia di scrivere. Queste cose vanno così: ognuno ha fatto il suo percorso, però poi ci siamo ritrovati nel Connettivismo, a immedesimarci nelle cose che ci piacciono. “Ubi” mi ha mandato un anno e mezzo Thule; l’ho letto e ho pensato: “Sì, con questo pezzo possiamo iniziare a organizzare l’antologia”.

Pilia Emmanuele:
Mi pare che comunque questo dell’oscurità sia un tema sempre presente nelle tue produzioni. Ho avuto modo di ascoltare Tersicore, la trasmissione radio che tu curi su RadioNation, e mi pare che questa ricerca d’atmosfera di un “Futuro Oscuro”, che poi da il nome all’antologia, sia il leit motiv di ciò che fai.

Sandro Battisti:
La mia è una continua ricerca dell’aspetto oscuro della vita rapportata anche a quello che sarà il futuro. Anni fa cominciai ad aprire il blog cybergoth, prima ancora che nascesse il Movimento. A me piaceva pensare a quel blog, a quel nome che può essere usato come un aggettivo come a una descrizione di un postumano, cioè di un umano evoluto, perso nel futuro e che subisce presenze esoteriche, occulte, oscure, in un contesto tecnologico. Mi affascinava, e anche tutt’ora, la coniugazione di un mondo tecnologico, cyber, con le antiche percezioni che l’animo umano ha sempre sperimentato, fin dalla notte dei tempi. Quello lì forse è stato uno dei primi gemiti del Connettivismo; ovviamente, in quel momento non pensavo al Movimento, era semplicemente una sensazione indefinita.

Pilia Emmanuele:
In effetti, una delle cose che più mi ha colpito e incuriosito nella cura editoriale del testo è la presenza, nell’introduzione e nella presentazione dei singoli racconti, di simboli “runici”. Questo mi ha interessato, l’ho trovata una peculiarità.

Sandro Battisti:
Dopo aver già editato i racconti, mi sono chiesto che cosa poteva arricchire l’antologia, sia graficamente che semiologicamente. Sicché mi sono imbattuto nelle rune, che rappresentano un interesse che mi ha sfiorato più volte nel passato; soprattutto mi sono imbattuto nelle rune dal punto di vista sciamanico. Mi han colpito le varie interpretazioni che gli sciamani gli davano, e mi sono divertito a vedere se vi erano alcune correlazioni con i racconti che facevano parte dell’antologia: ho trovati dei link validi e interessanti per ogni storia presente in A.F.O.! C’è stata una perfetta identità tra i racconti e le rune. Ed è solo un esempio, l’ultimo, di questa strana empatia che scorre tra il Movimento e l’esoterismo e tanti altri aneddoti avvenuti durante questi cinque anni di Connettivismo.

Pilia Emmanuele:
Parliamo ora del testo. Io l’ho letto, e l’ho trovato molto interessante, con molti picchi. Però una cosa mi ha incuriosito: vi è una forte eterogeneità tra le linee perseguite dai singoli autori. Se è vero che questa può essere considerata una ricchezza forse, da un altro punto di vista, potrebbe essere considerata una forma di eccessiva eterogeneità…

Sandro Battisti:
Ma il Movimento ha sempre fatto del “connettere”, dell’unire varie forme di pensiero e vari sottogeneri letterari e varie sensazioni, la sua bandiera. Il Connettivismo vuole unire, non cerca di specializzarsi o esasperarsi in un determinato genere, cultura o sub-cultura. Un esempio, tanto per illustrare con un’idea pratica: il discorso precedente delle rune. Il procedimento che ho usato per inserire le rune in questa antologia dovrebbe essere abbastanza esplicativo: racconti diversi, tutti uniti da una visione superiore della scena. Questo è ciò che ci si può aspettare dal Connettivismo: uno scenario, un punto di vista più alto che ti permette di vedere non solo il piccolo paese o il quartiere, ma tutta la provincia, tutta la regione, che sono uniti in una realtà geografica superiore.

Pilia Emmanuele:
Parlando di Connettivismo, questo testo conferma quindi un’impressione che ho avuto più volte, ossia la tendenza a voler essere tutto, proprio come affermate anche nel vostro manifesto. Però, per un Movimento che si pone a un pubblico come un moto d’avanguardia, non può essere contraddittoria la tensione a rifarsi così fortemente a temi provenienti dalla fantascienza classica e ai temi del cyberpunk?

Sandro Battisti:
Io credo che una base di partenza ci debba essere comunque, in qualsiasi cosa si faccia: qualsiasi movimento, qualsiasi avanguardia è sempre nata da un contesto di partenza di un dato momento storico. Il Connettivismo si occupa del fantastico, principalmente di fantascienza, per cui il bacino da cui attingere è comunque quello delle classiche storie di fantascienza di un po’ di anni fa, ma anche del più recente cyberpunk. Questo ovviamente non vuol dire che si fa lo stesso discorso del passato, che si parla sempre degli stessi temi; la sfida che il Connettivismo si è voluto dare è proprio il cercare di partire da questa base classica per portare la fantascienza, il fantastico, oppure per speculare su quale sarà il futuro, da un punto di vista attuale a un altro futuribile. La missione era capire cosa è futuribile alla luce del nostro presente.

Pilia Emmanuele:
In effetti, questo tentativo mi sembra riuscito. Tra l’altro, vari autori connettivisti hanno ricevuto premi importanti. Quest’anno il premio Urania è stato vinto da un connettivista, Francesco Verso che, tra l’altro, ha visto il suo primo romanzo, Antidoti Umani, con una grossa conferma in termini di vendite. Nel 2006 è toccato a un altro autore connettivista, Giovanni De Matteo. Quali sono le prossime tappe da affrontare per il movimento?

Sandro Battisti:
Il Movimento è in continua espansione: è sostanzialmente un gruppo aperto di scrittori, ma non solo scrittori. Gli interessi del Connettivismo sono in qualsiasi campo dell’arte. Quindi: sicuramente letteratura, ma anche cinema, per esempio. Nel curriculum del Movimento c’è infatti più di un cortometraggio fatto. Anche la musica è negli obiettivi del Connettivismo, ovviamente. Qualsiasi aspetto artistico attuale è un palcoscenico su cui il Movimento trova un posto naturale, per cui ci stiamo espandendo con progetti che interessino qualsiasi aspetto artistico e culturale. Siamo aperti, ovviamente, al confronto e quello del 7 Agosto, alla piazzetta del Libro di Villa Celimontana-Jazz Festival di Roma, alle ore 19.00, dove ci sarà la prima presentazione di Avanguardie Futuro Oscuro e a cui sarò ovviamente presente io e Francesco Verso, fresco vincitore del premio Urania, è un occasione anche per parlare anche dei nostri testi, progetti, idee.

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5 responses

14 08 2009
Salvatore D'Agostino

Emanuele,
il padre per eccellenza del connettivismo potrebbe essere Tim Berners-Lee inventore della connessione telematica e del Web semantico.
Grazie per gli spunti.
Saluti,
Salvatore D’Agostino

30 08 2009
emmanuelepilia

Ciao caro,
Bhè, oppure Heidegger, che vedeva l’ente come una contrada intessuta delle esperienze umane…
Ringrazia Sandro Battisti: è lui l’intervistato… :)

14 08 2009
Empedocle70

davvero interessante, è sempre utile leggere il tuo blog, si impara sempre qualcosa!

30 08 2009
emmanuelepilia

Empedocle, tu mi fai veramente troppo onore! :)
Spero di riparlare con i miei amici scrittori più avanti, dato che hanno veramente tanti progetti in porto…

10 12 2010
>°< PEJA Producing: NeXT 15 « PEJA TransArchitecture research

[...] Si è già parlato di Connettivismo su questo blog, in occasione della presentazione di AFO – Avanguardia Futuro Oscuro, terza antologia del movimento letterario, edito da EDS – Edizioni Diversa Sintonia, ed in [...]

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