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	<title>Commenti a: .:: L&#8217;architettura ed il suo pubblico // Culver City</title>
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	<description>You can't do computer without think computer</description>
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		<title>Di: PEJA</title>
		<link>http://piliaemmanuele.wordpress.com/2008/04/28/larchitettura-ed-il-suo-pubblico-culver-city/#comment-342</link>
		<dc:creator>PEJA</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 May 2008 14:37:10 +0000</pubDate>
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		<description>Come no! Arrivo subito da te e ricambio il link! ;)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come no! Arrivo subito da te e ricambio il link! <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: romins</title>
		<link>http://piliaemmanuele.wordpress.com/2008/04/28/larchitettura-ed-il-suo-pubblico-culver-city/#comment-341</link>
		<dc:creator>romins</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 May 2008 14:05:19 +0000</pubDate>
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		<description>Bellissimo il tuo blog...
Posso invitarti sul mio?
http://desperatearchitect.splinder.com/
Ti linko!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo il tuo blog&#8230;<br />
Posso invitarti sul mio?<br />
<a href="http://desperatearchitect.splinder.com/" rel="nofollow">http://desperatearchitect.splinder.com/</a><br />
Ti linko!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: emmanuelepilia</title>
		<link>http://piliaemmanuele.wordpress.com/2008/04/28/larchitettura-ed-il-suo-pubblico-culver-city/#comment-335</link>
		<dc:creator>emmanuelepilia</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 May 2008 10:04:37 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Pietro:
Bhè, sono daccordo con te. Ma per ordine cosa intendiamo?
Ovviamente ogni dittatura non puteva che puntare sull&#039;ordine e disciplina, almeno nel 900, dato che di solito le dittature si &quot;autoproclamano&quot; dopo un periodo di disfatta e disordine. Come ottenere l&#039;ordine? Garantendosi l&#039;unicità delle decisioni: io unico organo decisionale. I PeeP che citi infatti sono un esempio di imposizione tirrannica dell&#039;architettura: io stato decido un architetto che costruirà un intero quartiere. Quello è ordine, non contrapposto al disordine, ma intendendosi come regola prefissata a tavolino. Il caos delle periferie dell&#039;est (che poverine si sono trovate quì quasi come a capo d&#039;accusa) o dei centri medievali viene invece dalla colluttazione di energie costruttive eterogenee (il fabbro con la sua bottega costruita su un&#039;edificio già esistente, i portici di collegamento due abitazioni, che con l&#039;occasione si è pure fatta portico trionfale per commemorare questo o quello, la chiesa ed il castello, ect) che vanno a costituire realmente un magma stratificato di decisioni...
Per quanto riguarda il plastico di Culver City, è la proposta che si sta costruendo realmente come modello urbano dato proprio dalla collusione di interessi interni alla stessa città: infatti l&#039;architetto Eric Owen Moss nelle sue decisioni considera sempre le possibilità costruttive del luogo, e questo lo vedo molto interessante. Sulla vivibilità di qeusti luoghi ho anche io i miei dubbi, ma per ora non sono fondati, dato che pare che la vivibilità della cittadina sia cresciuta parecchio. Ti ringrazio per il commento al post precedente, e credimi, sono quanto mai daccordo sulla tua ultima affermazione: gli architetti devono rendersi conto che le sperimentazioni devono essere di accordo con la vita. Mi sento un neo umanista di marco sociale in questo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Pietro:<br />
Bhè, sono daccordo con te. Ma per ordine cosa intendiamo?<br />
Ovviamente ogni dittatura non puteva che puntare sull&#8217;ordine e disciplina, almeno nel 900, dato che di solito le dittature si &#8220;autoproclamano&#8221; dopo un periodo di disfatta e disordine. Come ottenere l&#8217;ordine? Garantendosi l&#8217;unicità delle decisioni: io unico organo decisionale. I PeeP che citi infatti sono un esempio di imposizione tirrannica dell&#8217;architettura: io stato decido un architetto che costruirà un intero quartiere. Quello è ordine, non contrapposto al disordine, ma intendendosi come regola prefissata a tavolino. Il caos delle periferie dell&#8217;est (che poverine si sono trovate quì quasi come a capo d&#8217;accusa) o dei centri medievali viene invece dalla colluttazione di energie costruttive eterogenee (il fabbro con la sua bottega costruita su un&#8217;edificio già esistente, i portici di collegamento due abitazioni, che con l&#8217;occasione si è pure fatta portico trionfale per commemorare questo o quello, la chiesa ed il castello, ect) che vanno a costituire realmente un magma stratificato di decisioni&#8230;<br />
Per quanto riguarda il plastico di Culver City, è la proposta che si sta costruendo realmente come modello urbano dato proprio dalla collusione di interessi interni alla stessa città: infatti l&#8217;architetto Eric Owen Moss nelle sue decisioni considera sempre le possibilità costruttive del luogo, e questo lo vedo molto interessante. Sulla vivibilità di qeusti luoghi ho anche io i miei dubbi, ma per ora non sono fondati, dato che pare che la vivibilità della cittadina sia cresciuta parecchio. Ti ringrazio per il commento al post precedente, e credimi, sono quanto mai daccordo sulla tua ultima affermazione: gli architetti devono rendersi conto che le sperimentazioni devono essere di accordo con la vita. Mi sento un neo umanista di marco sociale in questo.</p>
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		<title>Di: Pietro</title>
		<link>http://piliaemmanuele.wordpress.com/2008/04/28/larchitettura-ed-il-suo-pubblico-culver-city/#comment-334</link>
		<dc:creator>Pietro</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 May 2008 21:29:35 +0000</pubDate>
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		<description>Mi ha colptio la frase del commento di Oculus Perpetuus &quot; La verità è che nell’ordine c’è la noia frustrante dell’imposizione, mentre nel disordine c’è la fantasia esaltante della partecipazione.” La frase è suggestiva, evoca il concetto di libertà, è un ottimo commento alla foto del plastico, ma mi sembra sbagliata, come sono sbagliati, secondo me gli abbinamenti ordine-periferie dell&#039;est disordine-centri storici medievali. In realtà ordine non vuol dire necessariamente strade dritte e a 90°: in un qualsiasi  &quot;disordinato&quot; centro storico è quasi impossibile perdersi, invece (senza andare all&#039;est) in una &quot;ordinata&quot; area PEEP delle nostre periferie senza GPS sei morto. Perchè?Perchè la città è un organismo di cui le strade sono le arterie e come le arterie devono essere gerarchizzate in modo tale che si possa capire, senza riflettere molto, dove siamo e dove andiamo. L&#039;ordine della città ha poco a che vedere con l&#039;ordine geometrico disegnato su un foglio di carta. Esistono città a griglia e città medievali ordinatissime e città a griglia o città-giardino con strade sinuose in cui ti perdi, perchè non c&#039;è ordine urbano. La foto del plastico è affascinante ma non ne capisco il senso urbanistico, perchè non vedo strade, e il senso architettonico che come dici nel post è disegnato dal computer (che da mezzo diventa fine) che appunto traccia una realtà virtuale dove però, alla fine, ci devono vivere uomini veri in carne ed ossa non avatar. A proposito, splendido il parallelismo portale-città, siti-case, del post precedente, perchè la città è veramente una rete. Quello che non funziona è appunto avatar-uomo, per cui si rischiano conclusioni sbagliate</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ha colptio la frase del commento di Oculus Perpetuus &#8221; La verità è che nell’ordine c’è la noia frustrante dell’imposizione, mentre nel disordine c’è la fantasia esaltante della partecipazione.” La frase è suggestiva, evoca il concetto di libertà, è un ottimo commento alla foto del plastico, ma mi sembra sbagliata, come sono sbagliati, secondo me gli abbinamenti ordine-periferie dell&#8217;est disordine-centri storici medievali. In realtà ordine non vuol dire necessariamente strade dritte e a 90°: in un qualsiasi  &#8220;disordinato&#8221; centro storico è quasi impossibile perdersi, invece (senza andare all&#8217;est) in una &#8220;ordinata&#8221; area PEEP delle nostre periferie senza GPS sei morto. Perchè?Perchè la città è un organismo di cui le strade sono le arterie e come le arterie devono essere gerarchizzate in modo tale che si possa capire, senza riflettere molto, dove siamo e dove andiamo. L&#8217;ordine della città ha poco a che vedere con l&#8217;ordine geometrico disegnato su un foglio di carta. Esistono città a griglia e città medievali ordinatissime e città a griglia o città-giardino con strade sinuose in cui ti perdi, perchè non c&#8217;è ordine urbano. La foto del plastico è affascinante ma non ne capisco il senso urbanistico, perchè non vedo strade, e il senso architettonico che come dici nel post è disegnato dal computer (che da mezzo diventa fine) che appunto traccia una realtà virtuale dove però, alla fine, ci devono vivere uomini veri in carne ed ossa non avatar. A proposito, splendido il parallelismo portale-città, siti-case, del post precedente, perchè la città è veramente una rete. Quello che non funziona è appunto avatar-uomo, per cui si rischiano conclusioni sbagliate</p>
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	<item>
		<title>Di: emmanuelepilia</title>
		<link>http://piliaemmanuele.wordpress.com/2008/04/28/larchitettura-ed-il-suo-pubblico-culver-city/#comment-325</link>
		<dc:creator>emmanuelepilia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2008 21:46:21 +0000</pubDate>
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		<description>@ AquiliAlberg:
Già, quella italiana è una vera e propria piaga per la creatività... Così tanti vincoli e limiti imposti dalla committenza che non ne vuole sapere di niente tranne di avere il loro &quot;casolare&quot;...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ AquiliAlberg:<br />
Già, quella italiana è una vera e propria piaga per la creatività&#8230; Così tanti vincoli e limiti imposti dalla committenza che non ne vuole sapere di niente tranne di avere il loro &#8220;casolare&#8221;&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: AquiliAlberg</title>
		<link>http://piliaemmanuele.wordpress.com/2008/04/28/larchitettura-ed-il-suo-pubblico-culver-city/#comment-323</link>
		<dc:creator>AquiliAlberg</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2008 20:00:59 +0000</pubDate>
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		<description>Moss è semplicemente fantastico. Se pensi quello che ha fatto c&#039;è solo da ammirarlo. Ci fossero tanti imprenditori illuminati (e in Culver City molto lo si deve al developer/imprenditore certamente) così anche in Italia, potremmo finalmente sperimentare senza doverci frenare ogni giorno alla ricerca dei soliti compromessi x accontentare la mediocrità che purtroppo non va oltre il proprio naso...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Moss è semplicemente fantastico. Se pensi quello che ha fatto c&#8217;è solo da ammirarlo. Ci fossero tanti imprenditori illuminati (e in Culver City molto lo si deve al developer/imprenditore certamente) così anche in Italia, potremmo finalmente sperimentare senza doverci frenare ogni giorno alla ricerca dei soliti compromessi x accontentare la mediocrità che purtroppo non va oltre il proprio naso&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: emmanuelepilia</title>
		<link>http://piliaemmanuele.wordpress.com/2008/04/28/larchitettura-ed-il-suo-pubblico-culver-city/#comment-321</link>
		<dc:creator>emmanuelepilia</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 May 2008 13:16:16 +0000</pubDate>
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		<description>@ E.man
Bhè, giancarlo de carlo era una persona che non se la manda a dire! La mostra organizzata al maxxi qualche anno fa necessitò di parecchie rotture di scatole, quindi possiamo immaginare quanti ostracismi ci furono...
Ad ogni modo credo che probabilmnete indirre un referendum per ogni decisione potrebbe a breve diventare bloccante per ogni cosa!
Alemanno ci farà vedere quanto è limitato questo procedimento...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ E.man<br />
Bhè, giancarlo de carlo era una persona che non se la manda a dire! La mostra organizzata al maxxi qualche anno fa necessitò di parecchie rotture di scatole, quindi possiamo immaginare quanti ostracismi ci furono&#8230;<br />
Ad ogni modo credo che probabilmnete indirre un referendum per ogni decisione potrebbe a breve diventare bloccante per ogni cosa!<br />
Alemanno ci farà vedere quanto è limitato questo procedimento&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: emmanuelepilia</title>
		<link>http://piliaemmanuele.wordpress.com/2008/04/28/larchitettura-ed-il-suo-pubblico-culver-city/#comment-320</link>
		<dc:creator>emmanuelepilia</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 May 2008 13:13:34 +0000</pubDate>
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		<description>@ Emanuele Arteniesi:
Ciao Emanuele, scusami se mi ti erano bloccati i commenti, ma non so perchè ma il mio blog li ha riconosciuti come spam...
Ad ogni modo: diamine, un fan di carmelo bene! Io amo carmelo bene, lo studio da almeno 6 anni... Sono un suo fan in pratica! Considera che non c&#039;è un mese che non mi veda i suoi &quot;uno contro tutti!&quot;
Grazie per i link, ora me li spulcio per bene!
PS: troppo gentile per i complimenti!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Emanuele Arteniesi:<br />
Ciao Emanuele, scusami se mi ti erano bloccati i commenti, ma non so perchè ma il mio blog li ha riconosciuti come spam&#8230;<br />
Ad ogni modo: diamine, un fan di carmelo bene! Io amo carmelo bene, lo studio da almeno 6 anni&#8230; Sono un suo fan in pratica! Considera che non c&#8217;è un mese che non mi veda i suoi &#8220;uno contro tutti!&#8221;<br />
Grazie per i link, ora me li spulcio per bene!<br />
PS: troppo gentile per i complimenti!</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: PEJA</title>
		<link>http://piliaemmanuele.wordpress.com/2008/04/28/larchitettura-ed-il-suo-pubblico-culver-city/#comment-319</link>
		<dc:creator>PEJA</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2008 11:02:20 +0000</pubDate>
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		<description>@ Oculus:
Chissà, forse De Carlo aveva in mente proprio i ceppi Medievali che sono ancora sopravvissute in alcune culture, nel caso che si va a trovare in quelle situazioni in cui le costruzioni, realizzate senza un piano preimposto, vengono spontaneamente costruite l&#039;una sull&#039;altra... Come se tutte &quot;partecipassero&quot; alla costruzione della città :D</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Oculus:<br />
Chissà, forse De Carlo aveva in mente proprio i ceppi Medievali che sono ancora sopravvissute in alcune culture, nel caso che si va a trovare in quelle situazioni in cui le costruzioni, realizzate senza un piano preimposto, vengono spontaneamente costruite l&#8217;una sull&#8217;altra&#8230; Come se tutte &#8220;partecipassero&#8221; alla costruzione della città <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Oculus Perpetuus</title>
		<link>http://piliaemmanuele.wordpress.com/2008/04/28/larchitettura-ed-il-suo-pubblico-culver-city/#comment-318</link>
		<dc:creator>Oculus Perpetuus</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 May 2008 07:41:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://piliaemmanuele.wordpress.com/?p=92#comment-318</guid>
		<description>Bel post!

Poi questa frase, applicata all&#039;architettura mi ha fatto riflettere: &quot;La verità è che nell’ordine c’è la noia frustrante dell’imposizione, mentre nel disordine c’è la fantasia esaltante della partecipazione.&quot;. 
E penso alle periferie dell&#039;Europa dell&#039;Est, ai centri storici delle città mediterranee, alle monumentali pianificazioni barocche e neoclassiche delle grandi capitali europee, ai paesini dell&#039;Appennino...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bel post!</p>
<p>Poi questa frase, applicata all&#8217;architettura mi ha fatto riflettere: &#8220;La verità è che nell’ordine c’è la noia frustrante dell’imposizione, mentre nel disordine c’è la fantasia esaltante della partecipazione.&#8221;.<br />
E penso alle periferie dell&#8217;Europa dell&#8217;Est, ai centri storici delle città mediterranee, alle monumentali pianificazioni barocche e neoclassiche delle grandi capitali europee, ai paesini dell&#8217;Appennino&#8230;</p>
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